██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Struthio camelus
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Lo mwgastruzzo comune (mwgqStruthio camelus mwggLinnaeus, 1758) o mwgwstruzzo è una grande mwhaspecie di mwhquccello, incapace di volare, originario delle vaste savane dell'mwhgAfrica. È una delle due specie esistenti di struzzo, le uniche specie viventi del mwhwgenere mwiamwiqStruthio, all'interno del gruppo degli uccelli mwigratiti. L'altra è lo mwiwstruzzo somalo (mwjaStruthio molybdophanes), che è stata riconosciuta come una specie distinta dal mwjqBirdLife International nel 2014, in precedenza considerata una sottospecie dello struzzo comune.cite-ref-sn-2-2[2]
Lo struzzo comune appartiene all'mwkwordine mwlaStruthioniformes.cite-ref-ioc-3-0[3] Struthioniformes, originariamente, conteneva tutti i ratiti, come i mwmqkiwi, mwmgemù, mwmwnandù e mwnacasuari. Tuttavia, recenti analisi genetiche hanno dimostrato che il gruppo non è monofiletico, in quanto è parafiletico rispetto ai mwnqtinamu, pertanto ora gli struzzi sono gli unici membri dell'ordine.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] Studi mwpgfilogenetici hanno dimostrato che Struthioniformes è il mwpwgruppo gemello di tutti gli altri membri di mwqaPaleognathae, mentre i tinamu sono il gruppo gemello degli estinti mwqqmoa.cite-ref-mitchell2014-6-0[6]cite-ref-baker2014-7-0[7] Gli struzzi comuni si distinguono dagli altri ratiti per il loro aspetto caratteristico, con colli e zampe più lunghe, ed il caratteristico piumaggio nero e bianco. Sono inoltre gli uccelli terrestri più veloci, potendo raggiungere una velocità di 55 km/h (34 mph)cite-ref-8[8] con scatti brevi che possono arrivare fino a circa 70 km/h (43 mph)cite-ref-davies-9-0[9], la massima velocità terrestre di qualsiasi uccello.cite-ref-doherty-10-0[10] Lo struzzo comune è, inoltre, la mwvgpiù grande specie vivente di uccello, deponendo, di conseguenza, le uova più grandi di qualsiasi altro uccello vivente (solo gli estinti mwvwuccelli elefanti del mwwaMadagascar e i mwwqmoa della mwwgNuova Zelanda deponevano uova più grandi).
La dieta dello struzzo comune consiste principalmente di bassa vegetazione, mwxainvertebrati, e piccoli vertebrati. Vive in gruppi nomadi che possono variare da 5 a 50 uccelli. Se minacciato, lo struzzo tenta di nascondersi appiattendosi a terra o tenterà la fuga. Tuttavia, se messo alle strette, lo struzzo può sferrare potenti calci. I modelli di accoppiamento differiscono per regione geografica, ma in genere i maschi combattono per un harem di 2-7 femmine.
Lo struzzo comune è mwxgallevato in tutto il mondo, in particolare per le sue piume, per scopi decorativi e nella produzione di spolverini piumati, mentre la sua pelle viene impiegata nella produzione di mwxwcuoio destinato al settore della pelletteria di alto livello (produzione di scarpe e borse). È inoltre allevato per il commercio alimentare delle sue uova e della sua carne, che viene pubblicizzata per la sua magrezza.cite-ref-davies-9-1[9] L'allevamento ha consentito a questo uccello di espandere il suo areale. Originario di Africa sub-sahariana, mwzaSahel, mwzqCorno d'Africa, mwzgSomalia, mwzwKenya, mwaaTanzania ed mwaqAfrica meridionale, tramite l'allevamento è stato introdotto anche in mwagEuropa, mwawAmerica ed mwbaAustralia.cite-ref-davies-9-2[9]
Contents
• Biologia
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Aspetto fisico
Il nome scientifico dello struzzo (mwdaStruthio camelus) contiene un accostamento che era già stato fatto dagli antichi, quello fra l'mwdquccello ed il mwdgcammello, nel quale si specchia una delle caratteristiche fondamentali della specie: anche lo struzzo, infatti, è un vero e proprio mwdwprodotto del mweadeserto e delle mweqsteppe e possiede una struttura e delle proprietà esattamente rispondenti alle esigenze poste dall'ambiente entro il quale si trova a vivere.
Ha un corpo molto robusto, il mwgacollo lungo e in gran parte nudo, la testa piccola e piatta, il mwgqbecco dritto, ottuso, poco arrotondato nella parte anteriore e piatto in punta; le mwggmascelle sono pieghevoli e si spalancano in uno squarcio che giunge fin sotto l'occhio, ed all'incirca alla metà di quella superiore si aprono le mwgwnarici, divaricate e piuttosto lunghe. Gli mwhaocchi sono lunghi e lucenti, con la mwhqpalpebra superiore provvista di mwhgciglia, le mwhworecchie sono nude, aperte, rivestite internamente di produzioni filiformi, le mwiazampe alte e robuste, del tutto nude, a parte alcune mwiqsetole che spuntano sulle cosce. I mwigtarsi sono coperti da larghe mwiwsquame e le mwjazampe hanno due dita, l'interno fornito di un forte artiglio usato come organo offensivo nelle lotte tra maschi o come difesa nei confronti dei predatori. Il calcio di uno struzzo è estremamente potente e in grado di uccidere grossi predatori come mwjqleoni e mwjgiene, ed è in grado di sventrare un uomo in pochi secondi, quindi è sconsigliabile farlo arrabbiare.
Nonostante siano grandi, le ali sono del tutto inutili per il volo. Sono rivestite, invece che delle normali mwkaremiganti, di piume lunghe, flosce e pendenti che si ritrovano identiche nell'abbondante mwkqcoda. Il resto del corpo è coperto da un mwkgpiumaggio floscio ed arricciato che, nel mezzo del petto, lascia scoperta una mwkwcallosità di consistenza cornea.
Di grandissima mole, lo struzzo ha un'altezza che varia dai 2,50 ai 3 m, ed una lunghezza, dalla punta del becco alla fine della coda, di almeno 1,80: la sua massa raggiunge i mwlq120-160 kg.
Quanto al colore, in generale esso si differenzia tra i due sessi. Il maschio ha tutte le piume del mwlwtronco di color nero-carbone, quelle della coda e dell'ala bianche, il collo rosso-vivo e le cosce carnicine; le femmine sono grigio-brune e bianco-sporche sulle ali e sulla coda e ripetono la colorazione dei compagni negli occhi bruni e nel becco giallo-corneo.
Lo struzzo è il più veloce uccello corridore: può raggiungere una velocità di 70mwmq km/h, tuttavia in condizioni eccezionali si sono rilevati picchi di oltre 100mwmg km/hcite-ref-11[11]
Lo struzzo è fornito di soltanto 2 dita che sotto hanno cuscinetti che impediscono al pesante pennuto di affondare nella sabbia
Biologia
Durante il periodo della mwogriproduzione i mwowbranchi di struzzi si sciolgono in famiglie composte di un maschio e di due-quattro femmine, che occupano una zona di territorio piuttosto ampia e non se ne allontanano: condizione necessaria perché esse si stabiliscano entro un'area determinata, più che l'abbondanza di cibo, che riescono sempre a rintracciare, è la vicinanza dell'mwpaacqua, elemento essenziale per la loro sussistenza. Se le variazioni climatiche non influiscono troppo sul mondo vegetale, lo struzzo non sente la necessità di compiere grossi spostamenti e si mantiene tranquillo per tutto l'anno entro gli stessi confini.
Alimentazione
Si nutrono principalmente di sostanze vegetali come semi, frutti ed erbe varie. In cattività è buona norma nutrirli con cereali misti, crusca, erba medica e farina di pesce. Tuttavia, se mal nutriti, gli struzzi tendono a beccare ed inghiottire tutto ciò che trovano sul terreno, anche pietrisco, sabbia o pezzi di metallo. Tale comportamento può portare a patologie spesso letali per l'animale come il caso del cosiddetto "impaccamento", altresì definito "stasi del ventriglio", una situazione in cui i muscoli ventricolari atti alla demolizione del cibo cessano di operare o non riescono a sgretolare gli alimenti in modo efficace.cite-ref-12[12]
Riproduzione
Il periodo della mwugriproduzione incomincia più o meno presto a seconda delle regioni, ma, comunque, sempre poco prima della mwuwprimavera. Per i maschi quest'epoca si annuncia con l'accrescersi dell'eccitazione nel comportamento e con lo spuntare della tendenza a battagliare aspramente per assicurarsi il possesso di alcune femmine; il loro piumaggio appare vivacemente nero, la pelle delle cosce rossa; e dall'mwvaugola escono suoni strani, cupi e rauchi mentre essi assumono atteggiamenti singolari, destinati a colpire l'attenzione delle compagne ed a corteggiarle. Il maschio si accoccola sui mwvqtarsi dinanzi alla femmina, muove la testa ed il collo, chiude il becco e, con movimenti quasi convulsi ma volontari di tutto il corpo, gonfia straordinariamente la gola e spinge fuori dai polmoni una gran quantità d'aria.
Molte notizie inesatte si sono conservate lungamente intorno alle abitudini dell'uccello quanto al suo processo di propagazione, probabilmente causate dalla difficoltà che si incontra nello scoprire i nidi, sempre attentamente nascosti, e nel seguire il comportamento del maschio e delle femmine. Sappiamo comunque che questi nidi consistono in una buca rotonda fatta nel terreno, larga quanto basta perché l'uccello covante possa completamente ricoprirla, e circondata da una specie di mwvwargine che viene costruito ammonticchiando con i piedi una certa quantità di terra. La femmina depone un buon numero di uova, e poiché le compagne dello stesso maschio provvedono a questa bisogna usufruendo dello stesso nido, se ne possono trovare a volte anche più di venti.
All’incubazione si dedica la femmina dominante durante il giorno,il maschio durante la notte. I piccini sgusciano dopo circa sei o sette settimane e, appena sono asciutti, vengono condotti fuori del nido in cerca di alimento. Corrono con abilità fin dalla nascita, e sono in grado di cercare con successo il cibo seguendo gli insegnamenti dei genitori; dopo circa quattordici giorni hanno preso una tale confidenza con l'ambiente e sanno destreggiarsi tanto bene da potersi considerare del tutto indipendenti.
Sistematica
La specie è suddivisa in quattro mwyasottospecie:cite-ref-ioc-3-1[3]
• mwzwmw0aStruthio camelus camelus mw0qLinnaeus, 1758 - struzzo nordafricano
• mw0wmw1aStruthio camelus syriacus mw1qRothschild, 1919 † - struzzo arabo
• mw1wmw2aStruthio camelus massaicus mw2qNeumann, 1898 - struzzo masai
• mw2wmw3aStruthio camelus australis mw3qGurney, 1868 - struzzo australe o sudafricano
Lo struzzo somalo è oggi riconosciuto come specie a sé stante (mw3wmw4aStruthio molybdophanes).
Allevamento
L'mw8wallevamento dello struzzo è un settore della mw9azootecnica avicola noto da molti secoli, ma solo da qualche decennio in espansione.
Fino all'inizio del mw-gXIX secolo si era creduto che gli struzzi non potessero in alcun modo procedere alla riproduzione in cattività, ma successivi esperimenti, condotti con il rispetto di determinate regole, hanno dimostrato il contrario. È indispensabile che venga loro lasciato un certo margine di libertà, e, naturalmente, occorre che le condizioni climatiche non siano proibitive in rapporto a quelle che sono le naturali esigenze dell'uccello, abituato a vivere nel caldo clima africano. Il primo allevamento di struzzi fu tentato in mwaqeAlgeria, e parve inizialmente non dare risultati perché dapprima le femmine non deponevano uova, e quando poi le deposero, nessuno si prese la briga di farle covare. Collocatane una coppia entro un ampio parco, si incominciò a seguirne i movimenti e le operazioni. All'incirca verso il 15 gennaio mwaqi1856 la femmina incominciò a deporre le uova, e in marzo ne iniziava la cova: sopravvennero delle difficoltà naturali, che obbligarono gli allevatori a trasferire la coppia in una zona più sicura e fecero pensare che le normali operazioni della propagazione dovessero considerarsi interrotte, ma fortunatamente il maschio e la femmina, dopo qualche tempo di incertezza, ripresero a covare.
In seguito al successo di questo primo esperimento, molti altri ne furono tentati, e parecchi di essi ebbero successo. In mwaqqItalia, il primo fu quello compiuto nel giardino zoologico del mwaquprincipe Demidoff in San Donato, presso mwaqyFirenze. La ragione principale per la quale si dà la caccia allo struzzo è, ed ancor più lo era in passato, da ricercare nella bellezza delle sue penne, che vengono spesso usate dall'uomo per elaborati ornamenti. L'uso di uccidere questi animali è antichissimo: stupisce, anzi, leggere che, nell'epoca romana, i banchetti dei ricchi potessero spesso disporre di così grandi quantità di cervella di struzzo per addolcire il palato dei convitati, dal momento che oggi impadronirsi di qualche esemplare è una impresa che presenta le sue difficoltà.
In cattività, una delle difficoltà più frequenti per l'allevatore è la scelta del cibo per i pulcini. In realtà, non esiste una dieta unica e sicura: i pulcini di struzzo, allo stato di natura, si adattano a cercare cibo nell'ambiente circostante, nutrendosi di erba, semi, vermi, piccoli invertebrati. Una curiosità è la necessità di cercare sostanze nutritive anche tra le feci dei genitori.
Rispetto al mwaqkpollo, lo struzzo offre una qualità di mwaqocarne di pezzature meglio lavorabili e peraltro suscettibile di diverse preparazioni (come il mwaqsprosciutto); e fornisce anche piume, utilizzate per la realizzazione di diverse merceologie compreso il classico piumino da spolvero o il ricercato mwaqwboa, un tempo in gran voga. La carne di struzzo, inoltre, ha caratteristiche interessanti, se comparata ad altre carni, avendo un basso contenuto calorico e lipidico.
La uova generate da una femmina sono poche per poterne ricavare un profitto commerciale, nonostante tali uova siano molto pregiate e grandi: la quantità di tuorlo e albume è ingente e di ottima qualità.
L'uovo di struzzo è l'uovo più grande in assoluto e corrisponde all'incirca a 25 uova di galline.
Leggenda della testa sotto la sabbia
Ad un osservatore inesperto può sembrare che lo struzzo metta la testa sotto la sabbia, ma in realtà si china con il collo disteso e con il corpo appoggiato a terra cercando di imitare un cespuglio o una grossa roccia e, se il predatore si avvicina troppo, scappa a grandi falcate riuscendo a raggiungere i 70mwari km/h.
Note
cite-note-iucn-11. mwark(mwaromwarsEN) BirdLife International 2012, mwarwmwar0Struthio camelus, su mwar4mwar8IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwasaIUCN, 2020.
cite-note-sn-22. mwaskSheila Brands, mwasomwassSystema Naturae 2000 / Classification, Genus Struthio, in mwaswProject: The Taxonomicon, 14 agosto 2008. mwas0URL consultato il 4 febbraio 2009 mwas4(archiviato dall'mwas8url originale il 24 luglio 2011).
cite-note-ioc-33. ↑ mwatu(mwatymwatcEN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), mwatgmwatkFamily Struthionidae, in mwatoIOC World Bird Names (ver 14.2), International Ornithologists’ Union, 2024. mwatsURL consultato il 5 maggio 2014.
cite-note-44. ↑ mwat8Tamaki Yuri, Rebecca Kimball, John Harshman, Rauri Bowie, Michael Braun, Jena Chojnowski, Kin-Lan Han, Shannon Hackett, Christopher Huddleston, William Moore e Sushma Reddy, mwauamwaueParsimony and Model-Based Analyses of Indels in Avian Nuclear Genes Reveal Congruent and Incongruent Phylogenetic Signals, in mwauiBiology, vol.mwaum 2, n.mwauq 1, 13 marzo 2013, pp.mwauu 419-444, mwauyDOI:mwauc10.3390/biology2010419, mwaugISSNmwauk 2079-7737.
cite-note-55. ↑ mwavqAndrew Clarke, mwavumwavyFaculty of 1000 evaluation for A phylogenomic study of birds reveals their evolutionary history., su mwavcF1000 - Post-publication peer review of the biomedical literature, 14 luglio 2008. mwavgURL consultato il 9 aprile 2020.
cite-note-mitchell2014-66. ↑ mwavwK. J. Mitchell, B. Llamas, J. Soubrier, N. J. Rawlence, T. H. Worthy, J. Wood, M. S. Y. Lee e A. Cooper, mwav0mwav4Ancient DNA reveals elephant birds and kiwi are sister taxa and clarifies ratite bird evolution (mwav8mwawaPDF), in mwaweScience, vol.mwawi 344, n.mwawm 6186, 23 maggio 2014, pp.mwawq 898-900, mwawuBibcode:mwawy2014Sci...344..898M, mwawcDOI:mwawg10.1126/science.1251981, mwawkPMIDmwawo mwaws24855267.
cite-note-baker2014-77. ↑ mwaw8A. J. Baker, O. Haddrath, J. D. McPherson e A. Cloutier, mwaxamwaxeGenomic Support for a Moa-Tinamou Clade and Adaptive Morphological Convergence in Flightless Ratites, in mwaxiMolecular Biology and Evolution, vol.mwaxm 31, n.mwaxq 7, 2014, pp.mwaxu 1686-1696, mwaxyDOI:mwaxc10.1093/molbev/msu153, mwaxgPMIDmwaxk mwaxo24825849.
cite-note-88. ↑ Sellers, W. I. & Manning, P. L. (2007). "Estimating dinosaur maximum running speeds using evolutionary robotics". mwax4Proc. R. Soc. B. The Royal Society. mwax8274 (1626): 2711–6. doi:mwaya10.1098/rspb.2007.0846
cite-note-doherty-1010. ↑ mwazmJames G. Doherty, mwazqSpeed of animals, in mwazuNatural History, marzo 1974.
cite-note-1212. ↑ mwaaimwaamfederica.unina.it, mwaaqhttp://www.federica.unina.it/medicina-veterinaria/allevamenti-alternativi-in-avi-coniglicoltura/alimentazione-struzzomwaau Titolo mancante per url mwaayurl (aiuto).
Bibliografia
• Brian C. R. Bertram, mwaawThe Ostrich communal nesting system, Princeton, 1992.
• Faysal Bibi, Alan B. Shabel, Brian P. & Stidham Kraatz, A.Thomas (2006), mwaa4New Fossil Ratite (Aves: Palaeognathae) Eggshell. Discoveries from the Late Mio cene Baynunah Formation of the United Arab Emirates, Arabian Peninsula. mwaa8Palaeontologia Electronica 9 (1): 2A. mwabaPDF fulltext
• Stefanie & Robinson Freitag, J. Terence (1993), mwabiPhylogeographic patterns in mitochondrial DNA of the ostrich (mwabmStruthio camelus). mwabqAuk 110: 614–622. mwabuPDF fulltext.
• Errol Fuller, (2000): mwabcExtinct Birds (2nd ed.), Oxford University Press, Oxford, New York. ISBN 0-19-850837-9.
• Michael Y. Hastings, mwaboOstrich farming, Winchelsea, 1991.
• Berthold Laufer, mwabwOstrich egg-shell cups of Mesopotamia and the Ostrich in ancient and modern times, Chicago, 1926.
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikispecies
• Wikiquote contiene citazioni sullo struzzo
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «struzzo»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Struthio camelus
• Wikispecies contiene informazioni su Struthio camelus
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) ostrich, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Struthio camelus, su Catalogue of Life.
• citereffossilworks-org(EN) Struthio camelus, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Struthio camelus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Struthio camelus, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Struthio camelus, su Lista rossa IUCN.
• mwacmStruthio camelus, in Avibase - il database degli uccelli nel mondo, Bird Studies Canada.
• mwacu(EN) Animal Diversity Web, su animaldiversity.ummz.umich.edu.
• mwacc(EN) mwacgImmagini di struzzi su mwackInternet Bird Collection
• mwacs(EN) Ostrich Farming Report on the Wire Worm, su ostrichnz.com. URL consultato il 2 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2007).
• mwac0(EN) mwac4WOC 2006 - XIII Congresso mondiale degli struzzi
• mwada(EN) South African Ostrich Business Chamber, su saobc.co.za.